A cumba – Fabrizio De Andrè & Cristiano De Andrè

Adoravo questa canzone già ai tempi in cui Faber l’aveva cantata con Fossati.

Ma, eseguita con suo figlio, mi da quel brivido in più che rende tutto più piacevole.

Dato che è in genovese metterò anche la traduzione in italiano…

[Pretendente:] 
Avevo una bella colomba che è volata fuori casa 
bianca come la neve che si scioglie a Pian del Sale 

Dov’è dov’è 

Che l’hanno vista piegare le ali verso questo casale 
veloce come l’acqua che precipita dal rio 

Non ce n’è non ce n’è non ce n’è 

[Padre:]
Caro il mio giovanotto non vi porta mica qualche prurito 
che se così fosse potreste andarvene in giro per amorazzi 

Non ce n’è non ce n’è non ce n’è 

[Pretendente:]
Vengo dalla casa del topo che l’angoscia slega i piedi 

[Padre:]
Qui di colombe d’altri non ne son venute 
non se ne son posate 

[Pretendente:]
Vengo con il cuore malato di una passione che non ha uguali 

[Padre:]
Qui c’è una colomba bianca che non è la vostra che è la mia 

Non ce n’è altre non ce n’è non ce n’è altre non ce n’è 

[Coro:]
E’ volata è volata la colomba bianca 
è volata è volata a Pian del Sale 
E’ volata è volata la colomba bianca 
di notte è volata al Pian del Pane 

[Pretendente:]
Voi non vorreste darmela questa colomba da maritare 
bianca come la neve che si scioglie nel rio 

Dov’è dov’è dov’è dov’è dov’è 

[Padre:]
Guardate che questa bella colomba è abituata a cantare in allegria 
che io non la debba mai vedere stentare in un altro nido 

Non ce n’è non ce n’è non ce n’è 

[Pretendente:]
La terrò a dondolarsi sotto una pergola di melograni 
con la cura che ha della seta la mano leggera del bambagiaio 

Dov’è dov’è dov’è dov’è dov’è 

[Padre:]
Giovane che avete ben parlato in questa sera di febbraio 

[Pretendente:]
La terrò a dondolarsi sotto una pergola di melograni 

[Padre:]
Sappiate che questa colomba a maggio volerà dalla mia nella vostra casa 

[Pretendente:]
Con la cura che ha della seta la mano leggera del bambagiaio 

Non ce altre n’è non ce n’è altre non ce n’è 

[Coro:]
E’ volata è volata la colomba bianca 
di notte è volata a Pian del Sale 
La troveranno la troveranno la colomba bianca 
di maggio la troveranno a Pian del Pane 

Dov’è dov’è che ci si nasconde 
si sposerà si sposerà a Pian del Pane 
Com’è com’è è come la neve 
che viene giù sciolta dal rio 

E’ volata è volata la colomba bianca 
di maggio la troveranno al Pian del Sale 
dov’è dov’è che ci si nasconde 
si sposerà si sposerà al Pian del Pane 

Colomba colombina becco di seta 
serva a strofinare per terra col marito a zonzo 
Martino va a piedi con l’asino dietro 
fuoco di legna anime in cielo

Colomba colombina becco di seta 
serva a strofinare per terra col marito a zonzo 
Martino va a piedi con l’asino dietro 
fuoco di legna anime in cielo

Un ricordo per 5 artisti

…Che a me piacevano tanto…

Invece di fare cinque post diversi ne faccio uno con un ricordo per ognuno.

FABRIZIO DE ANDRE’ (11 gennaio 1999 – 11 gennaio 2017)

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Uno dei miei idoli musicali…

Uno dei cantautori del quale, ogni tanto, ho bisogno di sentire la voce.

MARIANGELA MELATO (11 gennaio 2013 – 11 gennaio 2017)

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Una delle attrici più brave che l’Italia abbia mai avuto.

ARNOLDO FOA’ (11 gennaio 2014 – 11 gennaio 2017)

ARNOLDO FOA

Un mito della fiction e della televisione italiana…

DAVID BOWIE (10 gennaio 2016 – 10 gennaio 2017)

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Il Duca Bianco…

Ricordo l’incredulità nel leggere la notizia, appena sveglia.

Ricordo la tristezza che mi ha assalito e la voglia di cacciare quel pensiero perché non poteva essere possibile…

E, invece, senza dire niente a nessuno se n’è andato lasciando un mondo intero sgomento.

ALAN RICKMAN (14 gennaio 2016 – 14 gennaio 2017)

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Metatron di Dogma è il mio personaggio preferito, seguito da Piton di Harry Potter.

Un attore inglese che se n’è andato troppo presto…

 

 

Sotto le ciglia chissà (i diari) – Fabrizio De André

Chi mi conosce sa quanto mi piaccia Fabrizio De André.

Quando ho saputo che sarebbero stati pubblicati i suoi diari ho fatto i salti di gioia.

Non vedevo l’ora di avere in mano quel libro e poterlo divorare.

E così è stato…

Una serie di appunti scritti dovunque raccolti in un libro che possa ricordare che persona era Faber…

cover

«Da anni lavoriamo sulle carte dell’archivio di Fabrizio De André, eppure siamo costantemente sorpresi da nuove scoperte e costretti a confessarci ogni volta che “era molto più curioso” di noi. Leggere le sue carte significa scorrere quaderni, fogli sparsi, libri, agende, buste, sacchetti per rifiuti messi a disposizione da compagnie aeree… vuol dire sfogliare qualsiasi pezzo di carta sul quale potesse appuntare un’immagine nell’istante stesso in cui affiorava. Un caleidoscopio di frasi all’apparenza casuali che tuttavia ci restituiscono il ritratto della sua fede laica nella pietas umana, l’anarchia di chi è libero dagli abusi di potere e il sarcasmo ironico tipicamente ligure. Sorridiamo con le sue rime goliardiche o i “pensierini” scritti per puro gusto del divertimento. Siamo costretti a fermarci e riflettere quando invece “il pensiero e la scrittura diventano grido, insulto o lacrime di rabbia”. O, a parer nostro, sollievo. Fabrizio annotava in maniera istintiva e quasi maniacale impressioni, ricordi, detti popolari imparati nei carruggi di Genova o appresi dai contadini della Gallura, ricette, citazioni. In questo mare di appunti si trovano le idee che avrebbero dato vita alle sue canzoni, trasformate poi nelle parole che potevano essere collocate negli “spazi stretti” lasciati dalla musica grazie ad un lavoro di artigiano meticoloso e alla ricerca di un solo termine, il migliore e più agile, in grado di restituire tutta l’idea originale. I discorsi che pronunciava sul palco, le risposte ai giornalisti o i versi delle canzoni erano tutti frutto di un lavoro lungo e complesso originato dal desiderio di comunicare senza equivoci: tra i suoi appunti infatti si leggono riflessioni a volte contraddittorie, numerose varianti della medesima frase così come l’annotazione nitida di tutti i “saluti pubblici a privatissimi affetti” da fare durante la tappa di un tour. Le pagine di questo libro, quindi, sono una selezione che speriamo possa suscitare lo stesso nostro senso di sorpresa. Così come ci auguriamo che l’eterogeneità dei contenuti riesca a sottolineare il sapore delle carte di Fabrizio, raccolte negli anni da Dori Ghezzi e oggi conservate al Centro Studi a lui dedicato presso l’Università di Siena. In ogni caso crediamo che il filo del pensiero di Fabrizio affiori in modo limpido, frase dopo frase, in un flusso che a volte pare interrotto e a volte senza fine, ma che si muove sempre in “direzione ostinata e contraria”.»

Quei posti davanti al mare – Ivano Fossati & Fabrizio De Andre’ & Francesco De Gregori

Ho sentito questa canzone più di una volta alla radio…

Non sapevo di questo terzetto, non è che Ivano Fossati lo segua poi più di tanto, nonostante alcune canzoni, cantate da altri, trovo siano fantastiche…

E così mi sono imbattuta in questa canzone…

Fossati, De André (che ogni volta che sento mi viene la pelle d’oca) e De Gregori…

Tre pezzi da cento del panorama della musica italiana…

Un brivido alla schiena ogni volta che partono a cantare…