Arrivederci a due Paolo…

…Che hanno dato qualcosa alla mia infanzia/adolescenza.


Paolo Limiti è stato uno dei miei “insegnanti” per quello che riguarda la musica.
Ci vediamo in tv era il mio appuntamento fisso (avevo 11/12 anni).
Dopo pranzo, prima dei compiti, la sua trasmissione mi ha portato ad imparare tanto di quello che so della musica.
Uno dei miei miti, Dalida, l’ho scoperta attraverso uno speciale che lui le aveva dedicato a 10 anni dalla scomparsa.
Avevo avuto modo di scrivergli per fargli delle domande e lui gentilissimo aveva risposto inviandomi una sua cartolina autografata ad ogni risposta. Ne ho collezionate ben tre che stanno in qualche cartelletta nell’armadio.
Ora diverranno un cimelio storico.


Paolo Villaggio, scomparso questa mattina, è stato il “compagno” di tante serate in famiglia.
Tutti riuniti a guardare Fantozzi.
Voce di alcuni cartoni animati che conservo con gelosia.
Attore divertente.
Il cinema italiano e il popolo italiano perdono una colonna portante. Uno dei pochi miti che erano rimasti e che ora ha raggiunto tutti gli altri, intramontabili, che l’hanno preceduto.

Un buongiorno con una lacrima a tutti!

Miracles from Heaven

Consigliato da Paola (Willy Wonka – Tra fantasia e realtà) nel suo blog.

Oggi, intanto che coloravo un disegno su Peter Pan (coloro e basta, i disegni li stampo già fatti essendo incapace di tirare due righe che sembrino una qualsiasi cosa), ho guardato questo film tratto da una storia vera.

La storia di una bambina che si ammala di una malattia incurabile e che dopo un incidente, dalla quale esce illesa, sembra miracolosamente guarita.

Una storia che mi ha commosso, anzi, ho proprio pianto.

Da quando sono diventata Zia le storie dei bambini mi commuovono ancora di più perché immagino se dovesse succedere a noi (ma facciamo le corna e speriamo di no).

Un film veramente bello, lo consiglio anche io.

Per la storia raccontata e per il significato che in essa è contenuto.

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La famiglia texana dei Beam (madre, padre e due figlie) si è appena indebitata per ampliare la tenuta in cui il padre esercita la professione di veterinario quando la secondogenita Annabel (10 anni) viene colpita da una malattia rara. Si tratta di un’affezione all’apparato digerente che impedisce la trasformazione dei cibi. La prognosi è infausta e comunque i dolori di cui la bambina soffre sono difficili da sopportare. La famiglia è molto religiosa ma la madre, Christy, non sopporta la prova e si allontana dalla fede. Fino a quando accade un evento inspiegabile dalla scienza medica.
Quando ci si trova di fronte a un film che si rifà a fatti realmente accaduti e il tema è il miracolo, la prima tentazione è quella di diffidare pensando che si tratti di un’operazione che ha come obiettivo principale quello di rivolgersi a chi crede nelle manifestazioni non riconducibili a constatazioni razionali proponendogli solo ed esclusivamente ciò che a questo tipo di spettatore piace sentirsi raccontare. Non è il caso di questo film a cui, nei titoli di coda, offrono testimonianza di aderenza alla realtà i veri protagonisti.
Perché in questa occasione non ci si limita a far procedere la narrazione verso l’esito miracoloso ma si affrontano le problematiche a cui una famiglia (a qualsiasi latitudine essa si trovi) deve fare fronte quando improvvisamente si trova a dover fronteggiare la malattia grave di un componente mentre versa in condizioni economiche non rosee. Patricia Riggen, che il pubblico italiano conosce per l’interessante La misma luna, mostra con dovizia di particolari il progressivo concentrarsi della madre sul dolore di Annabel e la sua lotta per far sì che uno specialista messicano che esercita a Boston la possa visitare nonostante una lista d’attesa di nove mesi.
Per quanto riguarda il contesto della comunità di credenti la sceneggiatura non si sottrae dal mostrare l’ignoranza gretta di alcuni dei cosiddetti fedeli che ritengono che l’incurabilità della piccola sia dovuta a peccati commessi da lei o dai suoi genitori riesumando le accuse evangeliche al cieco nato. Quindi quando si giunge all’evento straordinario, conseguenza di un nuovo accidente occorso ad Ann, non si è trascurato di raccontare un contesto, noto a molti, con accenti privi della retorica che di solito accompagna i film sugli ammalati ma semmai ricchi di spunti colti dalla realtà. Il miracolo stesso viene contestualizzato in una lettura della madre che espande il significato della parola proponendone una visione che può affondare le sue radici nel quotidiano. (Da My movies)

Dalida – Il film

Ho “conosciuto” Dalida il 3 maggio 1997. Il giorno del decimo anniversario della sua morte, Paolo Limiti, su Rai 2, aveva condotto uno speciale che la ricordava.

E io, che a 13 anni andavo matta per “Ci vediamo in tv”, me l’ero guardata finendo per innamorarmi di questa Artista tormentata e sfortunata già dalla nascita.

Colei che poi, nel corso degli anni, mi ha aiutata ad imparare un po’ di più il francese.

Nell’estate 2015, poi, avevo comprato dei libri che parlavano della sua storia.

Con questi ho approfondito e scoperto cose che ancora non conoscevo.

Per cui, quando ho saputo che in Francia sarebbe uscito un film dedicato alla vita di Dalida non vedevo l’ora di poterlo vedere.

Così è stato ieri sera.

Rai1 ha trasmesso il film in prima assoluta.

Raccontare 54 anni di storia in poche ore è praticamente impossibile.

Ma, forse, alcune cose sono state tralasciate nonostante fossero importanti.

Tipo spiegare perché Dalida portava gli occhiali e in alcune occasioni la luce le dava fastidio.

L’Artista era affetta dalla nascita da strabismo di Venere e nel corso della sua vita ha subito molte operazioni per poterlo correggere.

L’ultima parte della sua carriera.

Quella delle canzoni che possono essere state il suo testamento o comunque avevano degli indizi che indicavano come sarebbe andata a finire.

Alla fine quello che risultava è che passasse da un uomo all’altro e poco altro.

Però c’è una cosa che mi è piaciuta veramente tanto.

Le canzoni che sono state usate erano originali.

Veniva utilizzata la voce della vera Dalida e del vero Tenco e non degli attori che li impersonavano.

Quindi, ieri sera, mi sono fatta “una flebo” con la voce di Dalida come non mi succedeva da tempo.

E sul finale due lacrime mi sono scappate, così come mi sono scese a fiumi vedendo i filmati del suo funerale.

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Il libro della giungla

Oggi pomeriggio, non sapendo cosa fare, ho aperto Sky go on demand e ho scelto un film a caso.

La scelta è caduta su Il libro della giungla.

Film del 2016.

Film veramente ben realizzato. Grafica fantastica e storia sempre appassionante.

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Mowgli è un cucciolo d’uomo allevato da Raksha, una lupa indiana, e dal suo branco capeggiato dal saggio lupo Akela, alla quale è stato portato quando era ancora un neonato dalla pantera nera Bagheera. Mowgli deve affrontare continue sfide per stare al passo dei fratelli lupi e spesso viene rimproverato da Bagheera e Akela per il ricorso all’utilizzo di “trucchi umani”, come la costruzione di utensili, invece di imparare la legge della giungla.

Un giorno, durante la stagione secca, tutti gli animali della giungla si riuniscono all’unica pozza d’acqua rimasta, stabilendo la Tregua dell’Acqua, un trattato di non aggressione reciproca tra prede e predatori a causa della priorità data dal doversi dissetare. La pace tra gli animali è interrotta dall’arrivo della tigre del Bengala Shere Khan, che tra gli animali fiuta l’odore di Mowgli. La tigre accusa i lupi di proteggere il bambino, affermando che Mowgli diventerà sicuramente un uomo crudele come i suoi simili, e avverte che quando la tregua finirà tornerà per ucciderlo. Quando arriva la stagione delle piogge i lupi si riuniscono per decidere come comportarsi a seguito della minaccia espressa dalla tigre. Prima che questi raggiungano un accordo, Mowgli decide volontariamente di lasciare la giungla per la sicurezza del suo branco e parte insieme a Bagheera verso un vicino villaggio degli uomini.

Durante il cammino i due vengono attaccati da Shere Khan, che ferisce Bagheera in combattimento, mentre Mowgli riesce a scappare grazie all’aiuto di una mandria di bufali d’acqua. Mowgli, rimasto solo, si lascia trasportare dalla corrente di un fiume fino a giungere a una zona nebbiosa della giungla, dove si imbatte in Kaa, un enorme pitone reticolato femmina, che lo ipnotizza e lo avvolge nelle spire; durante l’ipnosi Mowgli rivive il momento in cui Shere Khan uccise suo padre, finendo tuttavia accecato a un occhio dal “fiore rosso” e lasciando solo il giovane Mowgli, che venne poi trovato da Bagheera. Mowgli sta per essere divorato da Kaa, ma viene salvato dalle fauci del serpente da un orso labiato di nome Baloo. Per ripagare Baloo, Mowgli, seppur con riluttanza, lo aiuta a raccogliere del miele, e dopo essere stato contagiato dallo stile di vita spensierato del suo nuovo amico orso decide di rimanere a vivere con lui, all’insegna della canzone Lo stretto indispensabile. Nel frattempo, Shere Khan ritorna dal branco dei lupi; furioso per l’assenza di Mowgli, Shere Khan uccide Akela e decide di stabilirsi nel territorio, confidando che Mowgli tornerà per vendicarsi.

Bagheera ritrova Mowgli e lo esorta a recarsi al villaggio degli uomini. All’alba prima della partenza, Mowgli salva un cucciolo di elefante indiano usando delle imbracature, ottenendo così la fiducia degli elefanti. Mowgli, dopo aver saputo che anche Baloo vuole che vada al villaggio degli uomini, si rifugia su un albero dove viene rapito dalle bandar-log, che lo trasportano fino ad un tempio indiano abbandonato, al cospetto di King Louie, un Gigantopithecus che cerca di convincere Mowgli a rivelargli il segreto del “fiore rosso” per dominare insieme la giungla ed essere potente come l’uomo. Baloo e Bagheera raggiungono il tempio e salvano Mowgli, ma vengono scoperti e inseguiti dalle scimmie e da Louie, che rivela a Mowgli che Akela è morto. Durante l’inseguimento Louie finisce sepolto sotto le macerie del tempio e Mowgli, riuscito a fuggire, decide di tornare a casa e confrontarsi con Shere Khan.

Mowgli raggiunge il villaggio degli uomini, ruba una torcia e corre alla tana dei lupi per sfidare la tigre, appiccando senza volerlo un incendio in tutta la giungla. Mowgli giunge alla pozza d’acqua, dove si sono radunati tutti gli animali, e sfida apertamente Shere Khan. La tigre lo schernisce mostrandogli i danni causati dall’incendio e accusandolo di essere diventato come tutti gli altri uomini. Mowgli, per dimostrare di tenere alla sua vera famiglia e alla giungla, getta la torcia nell’acqua, rimanendo indifeso. Shere Khan lo attacca, ma Bagheera, Baloo e il branco di lupi le si lanciano contro e, sebbene nessuno di loro riesca a fermarlo, riescono tuttavia a rallentarlo e danno il tempo a Mowgli di preparare una trappola per sconfiggere la tigre: il ragazzo attira Shere Khan in cima a un albero morto, il cui ramo si spezza, facendolo cadere tra le fiamme.

Gli elefanti indiani spengono l’incendio deviando la corrente del fiume. Raksha diventa il nuovo capobranco e Mowgli decide di rimanere nella giungla con i suoi amici Baloo e Bagheera, decidendo di utilizzare i suoi trucchi umani per uso personale. All’inizio dei titoli di coda, King Louie emerge dalle macerie, sopravvissuto alla caduta del tempio, e insieme agli altri personaggi inizia a cantare I Wan’na Be Like You.

(da Wikipedia)

Un ricordo per 5 artisti

…Che a me piacevano tanto…

Invece di fare cinque post diversi ne faccio uno con un ricordo per ognuno.

FABRIZIO DE ANDRE’ (11 gennaio 1999 – 11 gennaio 2017)

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Uno dei miei idoli musicali…

Uno dei cantautori del quale, ogni tanto, ho bisogno di sentire la voce.

MARIANGELA MELATO (11 gennaio 2013 – 11 gennaio 2017)

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Una delle attrici più brave che l’Italia abbia mai avuto.

ARNOLDO FOA’ (11 gennaio 2014 – 11 gennaio 2017)

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Un mito della fiction e della televisione italiana…

DAVID BOWIE (10 gennaio 2016 – 10 gennaio 2017)

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Il Duca Bianco…

Ricordo l’incredulità nel leggere la notizia, appena sveglia.

Ricordo la tristezza che mi ha assalito e la voglia di cacciare quel pensiero perché non poteva essere possibile…

E, invece, senza dire niente a nessuno se n’è andato lasciando un mondo intero sgomento.

ALAN RICKMAN (14 gennaio 2016 – 14 gennaio 2017)

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Metatron di Dogma è il mio personaggio preferito, seguito da Piton di Harry Potter.

Un attore inglese che se n’è andato troppo presto…

 

 

Gli impenitenti

E questo è il film che ho guardato oggi…

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Herb Sullivan e Charlie Gordon sono due cognati: il primo è vedovo, il secondo è oppresso dai debiti che ha accumulato scommettendo e perdendo alle corse dei cavalli. I due decidono allora di fare una crociera insieme.

Charlie però per non pagare il viaggio decide di imbarcarsi e far imbarcare Herb sulla nave come ballerini per ogni notte delle due settimane che dura la crociera.

I personaggi secondari del film sono Gil Godwin (Brent Spiner), il pignolo capitano della nave, Vivian (Gloria DeHaven), la futura moglie di Herb, Liz LaBreche (Dyan Cannon), futura moglie di Charlie ed Ellen Carruthers la proprietaria della nave (Rue McClanahan).

Alla fine del film, i due cognati ritornano con due future spose e Charlie con ben 18.000 $ vinti al casinò della nave, così da poter risarcire i debiti accumulati.

That’s amore – Due improbabili seduttori

Una coppia meravigliosa e divertente con l’aggiunta di una fantastica Sofia Loren…

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Wabasha, nel Minnesota. John e Ariel sono sposati e vivono insieme, nella casa di fianco all’ancora scapolo Max. I due trovano sempre il modo di stuzzicarsi a vicenda e provocarsi reciproci dispetti; l’antipatia si rispecchia anche negli animali domestici comprati dai due, il gatto di John e il bulldog di Max. Il passatempo preferito dai due rimane la pesca, che praticano sul lago vicino al paese, che non è più ghiacciato e su cui rispecchia un sole accecante. Max usa la barca, mentre John preferisce sedersi su una poltrona a riva, facendo compagnia al padre 95enne.

Un giorno arriva da Napoli una splendida donna di mezza età, Maria Sofia Coletta, assieme all’anziana madre, che ha comprato un negozio ed ha deciso di allestirvi una trattoria di cucina all’italiana. Poiché il negozio è l’unico ricordo di un vecchio amico, che lo gestì fino alla morte, i due tentano in ogni modo di sabotare la buona riuscita del progetto, e per fare questo accettano un compromesso e uniscono le loro forze. Maria è esasperata dai continui guai combinati dai due e sta per rinunciare alla trattoria.

In un tranquillo pomeriggio sul lago, mentre John e il padre stanno pescando, il padre stesso si spegne nel sonno. L’anziana madre di Maria si era nel frattempo affezionata al vecchio si sente quasi in colpa. I due avevano passato la notte assieme pochi giorni prima.

Rendendosi conto di averla fatta grossa Max e John cessano gli atti di vandalismo. Max si invaghisce della donna, e alla fine la sposa, rischiando però di non arrivare in orario alla cerimonia, perché impegnato con John in una imprevista battuta di pesca per catturare uno dei pesci più grossi del lago, a cui i due danno la caccia invano da anni, riescono a catturarlo ma decidono poi in un momento di bontà di liberarlo e lasciargli trascorrere la vecchiaia in tranquillità.

Due irresistibili brontoloni

Adoro tantissimo questa coppia…

E quanto mi divertono i loro film…

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John Gustafson, ex insegnante in pensione, e Max Goldman, ex riparatore di televisori, entrambi vedovi, vivono da soli nelle rispettive case, una di fianco all’altra, nel piccolo e freddo paese di Wabasha, nel Minnesota. Le loro vite da pensionati si svolgono tranquille, tra futili liti quotidiane e lunghe giornate intere di pesca sul vicino lago ghiacciato. Un giorno si trasferisce nella casa di fronte alla loro una graziosa ed eccentrica insegnante universitaria di mezza età, Ariel. I due rivali spiano dalle finestre di casa le bizzarre attività della nuova vicina, tra cui fare la sauna e uscire in costume da bagno in giardino a rotolarsi nella neve o scorrazzare a tutta velocità per le vie del paese con una motoslitta alle due di notte.

Ariel si approccia prima con Chuck, anziano proprietario di una piccola drogheria nei pressi del lago, e poi ai due con la scusa della posta recapitata per sbaglio a lei, prima avvicinando John e poi Max. Tra i due riscoppia una acerrima rivalità per conquistare il cuore della donna. Tuttavia lei appare molto più legata a John, con cui trascorre una notte d’amore, mentre giudica di amicizia il rapporto con Max.

In contemporanea gli scontri fra i due si spostano sul lago ghiacciato dove i due si vanno quasi quotidianamente per pescare dalle rispettive baracche. Un giorno Max, furioso con John per avergli spaccato una canna da pesca portafortuna, usa la propria macchina per sradicare la baracca di John, con lui dentro, e trascinarla sul ghiaccio sottile, dove si inabissa. John riesce a salvarsi buttandosi fuori dalla baracca in tempo.

Nel frattempo John, in pessime condizioni economiche, e a cui il fisco sta per confiscare la casa, cerca di troncare la relazione con Ariel, dopo essersi reso conto di non poterla mantenere in prospettiva di una futura vita insieme.

Vigilia di Natale. Inaspettatamente a casa di John arrivano la figlia Melanie e la nipotina, accompagnate dal marito, da cui la giovane donna si sta separando. Ciò provoca una grande rabbia in John che non si aspettava un ritorno del’ex genero. Per sfogarsi esce di casa di sera e va allo Slippery bar. Il figlio di Max si reca da Melanie per lo scambio di auguri e si accorge della presenza del marito. Ritorna dal padre e gli racconta del motivo dello sfogo di John, consigliando di andare a calmare il rivale al bar.

Max, titubante, va controvoglia sotto una fitta nevicata e si incontra con John. I due bevono una birra e cercano di chiarirsi. Il tutto però si risolve con la solita scenata, dopo la quale John alza i tacchi e decide di ritornare a casa. Tuttavia durante il cammino accusa un malore e cade per terra, colpito da un infarto. Pochi istanti dopo sopraggiunge Max, che nota l’amico a terra semi-incosciente e corre a cercare aiuto. John è molto grave, trascorre parecchio tempo in ospedale ma riesce lentamente a ristabilirsi. Nel frattempo Max, che sembra riuscito ad affezionarsi al debole John, riesce a evitare il sequestro della sua casa, grazie soprattutto all’intervento del figlio, diventato nel frattempo sindaco del paese.

John e Ariel possono quindi sposarsi e vivere insieme, felici.

Dogma

Qualcuno lo potrebbe considerare blasfemo…

Ma a me questo film è sempre piaciuto tanto…

Alla fine è una storia ben inventata…

E chissà che Dio sia veramente donna!!!

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Bartleby e Loki sono due angeli caduti costretti a rimanere per l’eternità nel Wisconsin, un luogo che considerano peggio dell’Inferno stesso. Bartleby è un Osservatore, un angelo con il potere di conoscere i più intimi segreti delle persone solo guardandole, e passa il suo tempo ad osservare i mortali; il suo amico Loki, dal senso dell’umorismo piuttosto discutibile e in passato Angelo della Morte con l’incarico di portare sulla Terra i castighi divini, si diverte invece a convincere tutti i religiosi che incontra che Dio non esiste. Bartleby e Loki sono stati cacciati dal Paradiso perché Loki, a un certo punto, si è rifiutato di portare ancora la collera di Dio; a spingerlo a ribellarsi è stato proprio Bartleby, che lo ha convinto a licenziarsi durante una bevuta per celebrare una delle Piaghe d’Egitto.

Durante una giornata qualunque, Bartleby e Loki ricevono per posta un ritaglio di giornale con una bella notizia: l’eccentrico cardinale Ignatius Glick, per promuovere la sua campagna “Cattolicesimo WOW!”, ha deciso di celebrare il centenario della consacrazione della Chiesa di San Michele, nella città di Red Bank, nel New Jersey. Per l’occasione Glick concederà una speciale indulgenza plenaria: chiunque entrerà nella chiesa nel giorno della cerimonia di riconsacrazione sarà automaticamente redento da ogni suo peccato. Per Bartleby e Loki questo significa la possibilità di fare ritorno in Paradiso anche senza avere il perdono di Dio. I due non lo sanno, ma a dare loro la dritta è stato un demone di nome Azrael.

Il piano di Bartleby e Loki giunge alle orecchie delle Potenze Celesti e il serafino Metatron, un angelo il cui compito consiste nel fare da portavoce (letteralmente) di Dio, affida il compito di fermare i due a Bethany Sloane, una disillusa ragazza che lavora in una clinica per aborti nell’Illinois e ha perso la fede in Dio dopo che un’infezione all’utero l’ha resa sterile, facendo fallire il suo matrimonio. Metatron le spiega che se Bartleby e Loki riusciranno a tornare in Paradiso anche senza il permesso di Dio smentiranno l’onnipotenza del Creatore e ciò comporterà l’annullamento dell’intera esistenza. Nonostante la prospettiva apocalittica, Bethany rifiuta la missione; Metatron, però, le promette che, se accetterà, potrà contare sull’aiuto di due profeti e alla fine Bethany acconsente.

La sera successiva, Bethany viene aggredita dai sicari di Azrael, tre demoni adolescenti armati di mazze da hockey e rollerblade, ma viene salvata dai suddetti profeti, che si rivelano due spacciatori di cannabis, Jay e Zittino Bob. Bethany non è molto convinta, ma si mette comunque in viaggio con loro per raggiungere il New Jersey; in seguito, allo strano gruppo si unirà anche Rufus, il tredicesimo apostolo. Rufus sostiene di essere stato estromesso dalla Bibbia perché di colore e propone a Bethany di darle una mano a fermare Bartleby e Loki in cambio del suo aiuto per far sì che il suo nome venga ricordato nelle Sacre Scritture. Nel frattempo, Bartleby e Loki, su suggerimento del secondo che pensa che ciò li aiuterà a rientrare nelle buone grazie di Dio, durante il viaggio verso il New Jersey uccidono una coppia di turisti adulteri e freddano a colpi di pistola quasi tutti i membri del consiglio di amministrazione di una società, in quanto colpevoli di idolatria e vari altri peccati.

Il gruppo di Bethany si ferma ad una tavola calda per una pausa. Qui incontrano Serendipity, una musa in crisi creativa costretta a reinventarsi come spogliarellista, e vengono aggrediti da un altro dei sicari di Azrael: il Golgothiano, un demone interamente fatto di escrementi umani, che viene steso da Zittino Bob con un deodorante per ambienti. Successivamente, su un treno per il New Jersey, i protagonisti s’imbattono proprio in Bartleby e Loki, senza tuttavia riconoscerli. Bethany, ubriaca fradicia, rivela a Bartleby la missione e l’angelo, per tutta risposta, cerca di ucciderla; Rufus e Zittino Bob risolvono la situazione scaraventando i due angeli fuori dal treno. Bartleby e Loki si rendono finalmente conto delle conseguenze del loro piano; Loki vorrebbe rinunciare, ma Bartleby, che al termine di una lunga riflessione è giunto alla conclusione che Dio è ingiusto verso gli angeli, è più risoluto che mai ad andare avanti: il suo nuovo obiettivo è prendersi la propria rivincita nei confronti di Dio.

Bethany, dopo tutte le peripezie vissute, comincia a domandarsi perché Dio abbia scelto proprio lei per questa missione e Rufus le rivela che lei è l’ultima discendente in vita di Gesù Cristo. Bethany entra in crisi, ma le appare nuovamente il Metatron, che la conforta e la convince a non arrendersi. Il Metatron, inoltre, informa il gruppo che Dio è scomparso durante una delle “passeggiatine sfiziose” che ama concedersi ogni tanto sulla Terra e che non c’è quindi modo di scoprire chi stia manovrando Bartleby e Loki né tantomeno di fermare i due. Jay, allora, in un raro lampo di inventiva, propone di chiedere al cardinale Glick di annullare la cerimonia di riconsacrazione della chiesa, ormai imminente. Il gruppo si reca perciò da Glick, il quale, prevedibilmente, rifiuta; Jay e Zittino Bob si vendicano rubandogli una delle sue mazze da golf.

In un bar nelle vicinanze, Bethany e il resto del gruppo vengono presi in ostaggio da Azrael e dai suoi tre demoni in rollerblade. Azrael rivela loro di essere la mente dietro il piano di Bartleby e Loki; il suo obiettivo è proprio quello di porre fine all’esistenza, il solo modo che ha per sfuggire alle pene dell’Inferno. Grazie all’intervento di Serendipity, il gruppo ribalta la situazione: Zittino Bob uccide Azrael con la mazza di Glick (che era stata benedetta dal cardinale perché gli fosse più facile vincere a golf), mentre Rufus, Serendipity e Jay eliminano i tre demoni in rollerblade affogandoli in un lavandino pieno d’acqua santa (in realtà, normalissima acqua benedetta da Bethany dietro suggerimento di Serendipity).

Il gruppo si reca alla chiesa, dove Bartleby e Loki hanno fatto una carneficina massacrando tutti i convenuti alla cerimonia. Bartleby, ormai completamente folle, uccide Loki, che è diventato umano per aver perduto le ali e ha cercato inutilmente di farlo rinsavire. Bethany, intanto, ha un’intuizione su dove si trova Dio: ricorda infatti di aver sentito parlare durante una Messa di un barbone che, a seguito di una brutale aggressione (da parte dei tre demoni in rollerblade), si trova in stato vegetativo in un ospedale che si trova proprio accanto alla chiesa. Bethany e Zittino Bob si precipitano all’ospedale mentre Rufus, Serendipity e Jay cercano di tenere impegnato Bartleby. Questi, però, diventa umano a causa di un errore di Jay, che gli taglia accidentalmente le ali; ora a Bartleby, per tornare in Paradiso, basta entrare nella chiesa e morire subito dopo (cosa che da angelo non poteva fare, essendo immortale). Bethany, intanto, toglie i supporti che mantengono il barbone in vita; l’intuizione si rivela giusta e Dio, finalmente liberato, ne lascia il corpo in un lampo di luce, ma Bethany rimane uccisa da un raggio luminoso che le trafigge il ventre.

Bartleby apre le porte della chiesa, ma dietro di esse compaiono Dio e il Metatron. Bartleby, alla vista di Dio, si pente all’istante di tutto quello che ha fatto e che stava per fare; il Creatore decide allora di perdonarlo e di riammetterlo in Paradiso e lo uccide facendogli udire la propria voce (il cui potere, come spiegato dal Metatron a Bethany nelle scene iniziali, non può essere sostenuto dagli esseri umani, anche se pare ci siano voluti ben cinque Adami prima che la cosa fosse chiara). Dio resuscita Bethany, curandola inoltre dalla sua sterilità e facendole il dono di una gravidanza. È il momento dei saluti; Bethany ne approfitta per fare a Dio la domanda per eccellenza, vale a dire “Perché siamo qui?”, ottenendo una risposta del tutto particolare. Dio, Metatron, Rufus e Serendipity tornano quindi in Paradiso, lasciando Bethany, Jay e Zittino Bob a riflettere sulla straordinaria avventura appena vissuta.

Arrivederci Alan Rickman

E oggi se n’è andato anche un altro Artista che stimavo.

E’ “entrato” nella mia vita quando ero piccola con Robin Hood: il principe dei ladri facendo lo Sceriffo di Nottingham

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Poi come Severus Piton nella saga di Harry Potter, personaggio che ho amato e odiato contemporaneamente…

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E, in ultimo, come Metatron in Dogma. Personaggio che ho amato da subito…

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Arrivederci Alan Rickman…