Pelle d’oca

È stato un brivido.
È partito dal primo capello fino ad arrivare all’ultimo dito dei piedi.
Ogni pelo era ritto per la pelle d’oca che stavo provando.
Si, perché io non avevo più visto la stanza di casa tua in cui, quel dannato 17 dicembre 2008, sei stato trovato.
Oggi, involontariamente, invece, sono stata costretta a vederla e il ricordo non poteva che tornare a te e a quel giorno che ha segnato per sempre le nostre vite.
Segnato in modo negativo.
Sono passati quasi nove anni Zio, ma il ricordo non mi lascia andare.
Perché la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno.
Perché non mi sarei mai aspettata che arrivassi a tanto.
Perché quel giorno, nonostante fossi lontana, sentivo che qualcosa non andava.
Continuavo a piangere senza sapere perché.
Poi, la sera, ho capito il perché ed é stato un pugno allo stomaco.
A distanza di tempo sono sempre convinta che la situazione poteva essere risolta in modo diverso.
Però oramai è tardi.
Quello che penso io non ha più importanza.
Su Facebook ho messo come secondo nome quello che usavi tu per chiamarmi.
Sia da piccola che da grande.
Perché io rimarrò la tua Tapì per sempre.
Ciao Zio, spero che lassù tu abbia trovato la felicità che qui ti è sempre mancata.
Ti voglio bene.
Tapì

8 pensieri riguardo “Pelle d’oca

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