Buongiornooooooo :-D

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La giornata è iniziata con un potentissimo mal di schiena.

Succede, a volte, da quando per due volte sono caduta dalle scale.

Una volta avevo 9/10 anni. Sono scivolata sul ghiaccio e ho picchiato la colonna vertebrale in pieno sullo spigolo dello scalino.

L’altra è stata nel 2008 quando ho fatto con l’osso sacro 10 scalini in scivolata.

E da allora non sono più stata la stessa.

E questa notte me ne sono resa conto…

Però ora sembra passato quindi potrei pensare di andare a fare una camminata nel pomeriggio.

Nel frattempo sto ripristinando alle condizioni di fabbrica il mio ipad 2, che inizia ad essere vecchiotto e a dare qualche problema (la lentezza soprattutto).

Vediamo se riesco a rinvigorirlo un po’.

Devo tenermi occupata intanto che Daiana non c’è.

Avere un’occupazione mi fa sentire un po’ meno la mancanza.

E’ sempre così dolce e carina con me che quando non c’è mi mancano gli abbracci e i baci che a volte mi da senza chiederli.

Ok, basta pensare a lei che se no mi viene la nostalgia e non ne esco più.

Buona giornata a tutti!

Che bello

…Uscire di casa e scoprirti a sorridere quando incontri qualcuno.

Era tanto tempo che non mi succedeva.

Se sorridevo non era un sorriso sincero.

Invece stamattina, non so bene perché, mi sono svegliata di buon umore.

Ho fatto un giro al mercato, avanti e indietro a piedi, e forse, anche questo, ha contribuito ad allontanare i mostri che da tempo ho dentro.

E’ stata una camminata incentrata sull’ascoltare la musica e le emozioni che essa mi fa provare.

Niente pensieri, niente cose negative.

Una bella giornata di sole, le paperelle nel fiume, gli incontri, l’obiettivo che dovevo raggiungere e anche l’acquisto di un paio di scarpe, di cui non avevo bisogno, che mi piacevano e che desideravo da un po’.

E dentro una strana serenità che non sentivo da un po’.

So già che non durerà a lungo, si trasformerà in nostalgia e sentirò un senso di mancanza.

Ma oggi è qui e me la voglio godere fino in fondo…

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Buon giovedì

Daiana gioca tranquilla e io ho un momentino, ino ino, per fare un salto e augurare un buon giorno a tutti.
Il tempo, almeno questa settimana, come nelle altre prima di questa, è veramente poco e gli impegni tanti.
Da settimana prossima, almeno per sette giorni, sarò un po’ più tranquilla e, magari, tornerò più spesso.
Volevo anche riprendere a camminare e pensavo a tre mete.
Tre chiesette che ho visitato più di una volta nel corso degli anni.
Ma invece di arrivarci in macchina, ci arrivo con i miei piedi e le mie forze, se ce la faccio, perché bisogna vedere anche quello.
Io spero, ma da sperare a riuscire ce ne vuole.
Buona giornata!

Who by fire – Leonard Cohen

Di ascoltare Leonard Cohen ho bisogno come dell’aria da respirare.

Così come succede per De Andrè padre e De Andrè figlio.

Sono parti del mio bagaglio culturale delle quali non so fare a meno.

Anzi, se sto tanto senza sentirli mi vengono a mancare.

Io non so se sono l’unica a cui succede però è così.

E quando esco scelgo le playlist di musica che ho messo sul telefono.

Cohen, De Andrè figlio…

Domenica ho scelto Leonard e ascoltando sono arrivata a questa canzone…

Buongiorno a chi resta se stesso fino alla fine

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E io ho la convinzione, ormai, di essere davvero per pochi.

Si perché mi hanno sempre definita “strana”, “particolare”, “diversa”.

Io mi faccio prevalentemente i fatti miei.

Quando uscivo, all’inizio, non mi dava fastidio passare la serata da sola.

Prendevo il mio block notes e scrivevo, scrivevo e scrivevo aspettando il mio turno per cantare.

Sono sempre stata tranquilla (dai 12 anni in poi).

Ho sempre ascoltato musica diversa rispetto ai miei compagni.

Me ne sono sempre sbattuta le pxxxe e andavo avanti per la mia strada.

Ho sempre dato l’anima alle persone che poi si sono rivelate sbagliate, ma non mi pento un solo istante di come sono.

Ho anche io i miei difetti, pazienza.

Chi non li ha.

Però sono sempre stata sincera e se qualcuno lo mette in dubbio che vada beatamente all’inferno.

Io so come sono e cosa ho fatto, il resto non conta.

La strega – Camilla Lackberg

E' la prima volta che leggendo un libro di Camilla Lackberg provo un senso di angoscia, mista a tristezza, dall'inizio alla fine.

Avere una nipotina di quasi quattro anni certo non ha aiutato.

E la storia raccontata è una pugnalata al cuore.

Due bambine di quattro anni morte, a distanza di trent'anni l'una dall'altra.

Il razzismo nei confronti degli immigrati.

Gli attentati (terroristici o meno).

Un libro "pesante" che dà da pensare…

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Trent’anni prima, quando era ancora una ragazzina, Marie e la sua amica del cuore erano state accusate di aver ucciso la piccola Stella, una bambina di appena quattro anni, la cui morte aveva profondamente scosso l’intera comunità. Quando alle porte di Fjällbacka, dove ora riecheggiano i suoni dell’estate, un’altra bambina scompare misteriosamente nelle stesse circostanze, il ricordo di quei drammatici eventi riaffiora con forza. Può davvero essere una coincidenza? Per capire se esiste un collegamento tra passato e presente, Patrik Hedström e la sua squadra devono disseppellire verità taciute per lunghi anni. Ed Erica, che al caso Stella lavora già da un po’, ha intenzione di fare di tutto per aiutare la polizia, mettendo a disposizione la sua principale abilità: quella di scavare a fondo nei vecchi casi di omicidio, cercando di scoprire che cos’è realmente accaduto e, soprattutto, perché. Intanto, intorno a loro cresce la paura, paura dell’ignoto e del diverso, che esaspera il clima di sospetto e alimenta un odio che arde come fuoco. In una rinnovata caccia alle streghe, quella stessa terra che secoli prima era stata illuminata da innumerevoli roghi, innalzati in nome di una folle lotta contro il demonio, minaccia di bruciare ancora, e di perdersi in un’immensa oscurità.