Il domatore di leoni – Camilla Lackberg

E finalmente ho letto la nona indagine di Erica Falck e Patrick Hedstrom ambientata sempre in Svezia.

Una storia che ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine, anche se questa volta, mi è rimasto un po’ di amaro in bocca…

Spero presto nella decima indagine…

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L’inverno è particolarmente gelido e le vie di Fjällbacka sono quasi deserte, i ristoranti affollati, il porto brulicante di barche e i turisti a passeggio solo un ricordo. Mentre l’intero paesino che guarda al Mare del Nord sembra in letargo, una ragazza vaga confusa nel bosco carico di neve. È ferita, procede incespicando a piedi scalzi, gli occhi simili a due buchi neri in un viso bianchissimo. La sua fuga ha fine quando, raggiunta la strada, un’auto la investe, uccidendola. All’arrivo di Patrik Hedström e della sua squadra di investigatori, la giovane vittima è già stata identificata. Di lei si erano perse le tracce da quattro mesi. Ma il suo corpo porta i segni di un’inimmaginabile violenza che nessun incidente può spiegare, e il pensiero di Patrik corre subito alle altre adolescenti, così simili tra loro, misteriosamente scomparse negli ultimi due anni. Potrebbe davvero esserci un collegamento? Intanto, Erica Falck è alle prese con un nuovo libro. Sta facendo ricerche su un’oscura tragedia famigliare che ha portato alla morte di un uomo, una vecchia storia che, iniziata con il festoso arrivo di un circo, con il passare del tempo si è trasformata sempre più in una macabra leggenda senza risposte. Tra le due indagini potrebbe esistere un punto di contatto, un segreto custodito per amore che ha generato e sostenuto negli anni una spirale di odio incomprensibile: mai come questa volta Erica e Patrik dovranno scavare negli abissi del male più impenetrabile, diabolicamente protetto da un’apparente normalità.

Come un riccio investito da un tir

buona-settimana_022

E’ oramai una settimana che sono ko.

Ho iniziato con un virus gastrointestinale e per completare l’opera un raffreddore e una tosse allucinanti.

In più sembro un mostro.

Essendo soggetta all’herpes ogni raffreddore ne spunta uno.

Ma data la gravità della situazione stavolta sono quattro a popolare le mie labbra.

Ringrazio solo che non devo andare a lavorare in questo stato.

L’ho già fatto e so per certo che non sarebbe stata una bella esperienza.

Spero che questi virus se ne vadano il più in fretta possibile…