Parco Giardino Sigurtà

Lunedì, approfittando della settimana di ferie di mia Sorella e di mio Cognato, e dell’ultimo giorno di vacanza della Folletta, sono andata a visitare il Parco Giardino Sigurtà.

Breve storia del Parco

Il parco ha origine dal “brolo cinto de muro” dell’anno 1417: la parola brolo deriva dal celtico e veniva usata per indicare il luogo dove dimoravano le famiglie patrizie con i loro servitori. Si trattava di spazi strutturati in modo tale da soddisfare ogni esigenza e il sostentamento di queste piccole comunità: erano perimetrati e quindi dotati di cappella di famiglia, colombaia, stalle, scuderia, fattoria e fienile.

All’interno del brolo adibito per lo più ad allevamento e agricoltura si trovava anche il giardino, luogo ideale per permettere ai patrizi di trascorrere le ore di ozio.

Il Parco giardino Sigurtà ha mantenuto le dimensioni del brolo originario in una successione di diverse proprietà: prima la famiglia patrizia Contarini, poi i Guarienti, poi i Maffei ai quali rimarrà per 210 anni.

Il poeta Ippolito Pindemonte nel 1792 soggiornerà al parco ospitato dal marchese Antonio Maffei. Qui comporrà l’epigramma Sì dilettosa qui scorre la vita / ch’io qui scrupolo avrei darmi eremita riportato su un epitaffio all’interno del parco nel boschetto dedicato al poeta.

Una delle quattro figlie del marchese Maffei sposa il conte Filippo Nuvoloni, portando in dote il parco giardini, che così passa di proprietà dai Maffei ai Nuvoloni dopo quasi due secoli.

È proprio in questi anni che il parco accoglie i suoi ospiti più illustri: l’Imperatore Francesco Giuseppe d’Austria e Napoleone III di Francia.

Si dice che entrambi abbiano potuto vedere dalla collina settentrionale del parco gli sviluppi delle battaglie di Solferino e di San Martino.

Napoleone III occupa la villa (al tempo ancora connessa al parco) dal 25 giugno al 7 luglio del 1859, pagando un affitto di 45 franchi al giorno.

Nel 1902 le due figlie di Giuseppe Nuvoloni dividono per la prima volta la proprietà in due parti. Nel 1929 però la proprietà viene ricompattata e venduta a Maria Paulon, sposa di un medico del luogo.

Nel 1941, dopo cinque anni dalla sua messa in vendita, l’industriale farmaceutico Giuseppe Carlo Sigurtà acquista la proprietà per 800.000 lire. Al momento della sua acquisizione il parco si presentava arido e abbandonato, ma grazie all’arrivo di una multa, Sigurtà scoprì che questa terra vantava del diritto di prelevare acqua dal Mincio.

Grazie a questa possibilità il parco fu riportato al suo splendore originario e tornò ad essere una giardino verde e rigoglioso sotto la direzione prima di Giuseppe Carlo Sigurtà e poi del nipote – e figlio adottivo – Enzo Inga Sigurtà, professore di neuropsichiatria e artista dilettante, morto nel 2009, il quale ha a sua volta lasciato il parco in eredità ai figli Magda e Giuseppe.

Domenica 19 marzo 1978 il parco venne aperto al pubblico.

Ancora oggi il parco è di proprietà della famiglia Sigurtà, la cui gestione ha portato ad importanti risultati come il primo premio di Grandi Giardini Italiani nel 2011 per il più alto livello di manutenzione, buon governo e cura dei giardini visitabili[1]e, nel 2013, il riconoscimento come parco più bello d’Italia 2013 nella categoria “parchi privati”[2].

Nel settembre del 2015 il Parco viene premiato come Secondo Parco Più Bello d’Europa dall’European Garden Award[3]. Onorificenza che premia le eccellenze europee nel campo della progettazione e della realizzazione di parchi e di giardini.

Il Parco giardino Sigurtà è un parco naturalistico di 60 ettari situato aValeggio sul Mincio, in provincia di Verona, a 8 km da Peschiera del Garda. Vincitore del secondo premio di Parco Più Bello d’Europa 2015 e di Parco Più Bello d’Italia 2013.

Il parco giardino Sigurtà ospita innumerevoli attrazioni naturalistiche e storiche: nei mesi di Marzo ed Aprile si possono ammirare un milione di Tulipani, che rappresentano la fioritura più importante in Italia e la più ricca del Sud Europa; il viale delle rose, che da maggio a settembre accoglie 30.000 rose rifiorenti; uno straordinario labirinto, diciotto specchi d’acqua, dove tra giugno e luglio fioriscono le piante acquatiche, e immensi prati verdi.

Senza dimenticare il Castelletto, commissionato dal marchese Antonio Maffei, e in passato antica sala d’armi, oggi invece luogo dove sono conservate le memorie storiche, letterarie e scientifiche della famiglia Sigurtà: qui infatti sono ricordati gli scienziati e i premi Nobel, ospiti in passato del parco: Selman A. Waksman (Premio Nobel nel 1952 e scopritore della Streptomicina),Alexander Fleming (Premio Nobel nel 1945 e scopritore della penicillina),Gerhard Domagk (premio Nobel nel 1939 e scopritore dei sulfamidici), Konrad Lorenz (premio Nobel nel 1973 e fondatore dell’etologia) e Albert B. Sabin(scopritore del vaccino orale contro la poliomielite).

Altri incanti ricchi di storia e fascino sono l’Eremo (un tempietto in stile neogotico), la Meridiana Orizzontale (che sorge sul belvedere di Giulietta e Romeo), la Grande Quercia (l’albero più antico del parco con i suoi 4 secoli d’età), il monumento in bronzo dedicato a Carlo Sigurtà, la Pietra della giovinezza, il Cimitero dei cani ecc.

(tratto da Wikipedia)

Una bellissima gita in mezzo alla natura.

17 km di passeggiata a piedi (non li abbiamo fatti tutti ma una decina di sicuro) in cui godersi lo spettacolo dei fiori, dei laghi, degli animali.

Foto Parco Giardino Sigurtà 05.09.2016

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