Spingendo la notte piu’ in la’ – Mario Calabresi

Nel 2002, per la tesi di maturità, sola contro tutti (ai miei professori l’argomento non piaceva), ho affrontato il tema del terrorismo.

L’idea mi era venuta in seguito all’attentato alle Torri Gemelle di New York avvenuto l’11 settembre 2001.

A distanza di 14 anni ho ripreso l’argomento con questo libro.

Un libro duro, che parla di un’Italia che io non ho mai vissuto, essendo nata qualche anno dopo.

Il terrorismo, le Brigate Rosse, gente innocente uccisa da gente che pensava di difendere i suoi ideali, ma in realtà volevano solo fare “casino”.

Mario Calabresi parla della morte di suo padre… E di tutti quegli innocenti che se ne sono andati senza una ragione precisa…

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È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti “anni di piombo”, “la notte della Repubblica”. Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dell’omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi, oggi giornalista di “Repubblica”, racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l’esistenza delle “altre” vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c’è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l’oblio collettivo; e c’è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all’improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi.

Ciao – Walter Veltroni

L’incontro tra il padre, morto da anni e Walter Veltroni, adesso…

Una storia di fatti realmente accaduti…

Ho finito di leggere il libro in lacrime…

Sarò sentimentalista?

Può darsi, ma ciò indica, a mio parere, che sia un libro che vale la pena leggere…

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“La morte di papà cambiò la vita di tutti noi. Perché era un ragazzo: aveva trentasette anni. Solo trentasette anni. Oggi potrebbe essere mio figlio, mio padre.”

Un doppiopetto grigio, il Borsalino in mano, un velo di brillantina sui capelli, lo sguardo basso. Sotto un cielo che affonda nel rosa di un tramonto infinito, un ragazzo degli anni Cinquanta torna dal passato, si ferma sul pianerottolo della casa di famiglia e aspetta il figlio, ormai adulto. Com’è possibile? E perché è tornato ora, dopo tanto tempo? Sono due sconosciuti, ma sono padre e figlio. Insieme per la prima volta e solo per una sera, provano a raccontarsi le loro vite, quello che è stato e quello che poteva essere, la storia di due generazioni vicine eppure diversissime. Le parole dell’infanzia, i paesaggi, i volti trasformati dal tempo; e Roma, quella più bella. Quella della radio, e della televisione che quel ragazzo timido e geniale ha contribuito a fondare. Ma qual è l’eredità di un padre che non c’è mai stato? Forse la malinconia, certe tristezze improvvise, la voglia di scherzare e di prendersi in giro, il ricordo commosso della donna che li ha amati. In un viaggio attraverso il dolore della perdita e la meraviglia della ricerca delle proprie radici, le parole si mescolano e si intrecciano fino a rivelare ciò che li unisce davvero. Perché non smettiamo mai di cercare il padre.

Dogma

Qualcuno lo potrebbe considerare blasfemo…

Ma a me questo film è sempre piaciuto tanto…

Alla fine è una storia ben inventata…

E chissà che Dio sia veramente donna!!!

dogma

Bartleby e Loki sono due angeli caduti costretti a rimanere per l’eternità nel Wisconsin, un luogo che considerano peggio dell’Inferno stesso. Bartleby è un Osservatore, un angelo con il potere di conoscere i più intimi segreti delle persone solo guardandole, e passa il suo tempo ad osservare i mortali; il suo amico Loki, dal senso dell’umorismo piuttosto discutibile e in passato Angelo della Morte con l’incarico di portare sulla Terra i castighi divini, si diverte invece a convincere tutti i religiosi che incontra che Dio non esiste. Bartleby e Loki sono stati cacciati dal Paradiso perché Loki, a un certo punto, si è rifiutato di portare ancora la collera di Dio; a spingerlo a ribellarsi è stato proprio Bartleby, che lo ha convinto a licenziarsi durante una bevuta per celebrare una delle Piaghe d’Egitto.

Durante una giornata qualunque, Bartleby e Loki ricevono per posta un ritaglio di giornale con una bella notizia: l’eccentrico cardinale Ignatius Glick, per promuovere la sua campagna “Cattolicesimo WOW!”, ha deciso di celebrare il centenario della consacrazione della Chiesa di San Michele, nella città di Red Bank, nel New Jersey. Per l’occasione Glick concederà una speciale indulgenza plenaria: chiunque entrerà nella chiesa nel giorno della cerimonia di riconsacrazione sarà automaticamente redento da ogni suo peccato. Per Bartleby e Loki questo significa la possibilità di fare ritorno in Paradiso anche senza avere il perdono di Dio. I due non lo sanno, ma a dare loro la dritta è stato un demone di nome Azrael.

Il piano di Bartleby e Loki giunge alle orecchie delle Potenze Celesti e il serafino Metatron, un angelo il cui compito consiste nel fare da portavoce (letteralmente) di Dio, affida il compito di fermare i due a Bethany Sloane, una disillusa ragazza che lavora in una clinica per aborti nell’Illinois e ha perso la fede in Dio dopo che un’infezione all’utero l’ha resa sterile, facendo fallire il suo matrimonio. Metatron le spiega che se Bartleby e Loki riusciranno a tornare in Paradiso anche senza il permesso di Dio smentiranno l’onnipotenza del Creatore e ciò comporterà l’annullamento dell’intera esistenza. Nonostante la prospettiva apocalittica, Bethany rifiuta la missione; Metatron, però, le promette che, se accetterà, potrà contare sull’aiuto di due profeti e alla fine Bethany acconsente.

La sera successiva, Bethany viene aggredita dai sicari di Azrael, tre demoni adolescenti armati di mazze da hockey e rollerblade, ma viene salvata dai suddetti profeti, che si rivelano due spacciatori di cannabis, Jay e Zittino Bob. Bethany non è molto convinta, ma si mette comunque in viaggio con loro per raggiungere il New Jersey; in seguito, allo strano gruppo si unirà anche Rufus, il tredicesimo apostolo. Rufus sostiene di essere stato estromesso dalla Bibbia perché di colore e propone a Bethany di darle una mano a fermare Bartleby e Loki in cambio del suo aiuto per far sì che il suo nome venga ricordato nelle Sacre Scritture. Nel frattempo, Bartleby e Loki, su suggerimento del secondo che pensa che ciò li aiuterà a rientrare nelle buone grazie di Dio, durante il viaggio verso il New Jersey uccidono una coppia di turisti adulteri e freddano a colpi di pistola quasi tutti i membri del consiglio di amministrazione di una società, in quanto colpevoli di idolatria e vari altri peccati.

Il gruppo di Bethany si ferma ad una tavola calda per una pausa. Qui incontrano Serendipity, una musa in crisi creativa costretta a reinventarsi come spogliarellista, e vengono aggrediti da un altro dei sicari di Azrael: il Golgothiano, un demone interamente fatto di escrementi umani, che viene steso da Zittino Bob con un deodorante per ambienti. Successivamente, su un treno per il New Jersey, i protagonisti s’imbattono proprio in Bartleby e Loki, senza tuttavia riconoscerli. Bethany, ubriaca fradicia, rivela a Bartleby la missione e l’angelo, per tutta risposta, cerca di ucciderla; Rufus e Zittino Bob risolvono la situazione scaraventando i due angeli fuori dal treno. Bartleby e Loki si rendono finalmente conto delle conseguenze del loro piano; Loki vorrebbe rinunciare, ma Bartleby, che al termine di una lunga riflessione è giunto alla conclusione che Dio è ingiusto verso gli angeli, è più risoluto che mai ad andare avanti: il suo nuovo obiettivo è prendersi la propria rivincita nei confronti di Dio.

Bethany, dopo tutte le peripezie vissute, comincia a domandarsi perché Dio abbia scelto proprio lei per questa missione e Rufus le rivela che lei è l’ultima discendente in vita di Gesù Cristo. Bethany entra in crisi, ma le appare nuovamente il Metatron, che la conforta e la convince a non arrendersi. Il Metatron, inoltre, informa il gruppo che Dio è scomparso durante una delle “passeggiatine sfiziose” che ama concedersi ogni tanto sulla Terra e che non c’è quindi modo di scoprire chi stia manovrando Bartleby e Loki né tantomeno di fermare i due. Jay, allora, in un raro lampo di inventiva, propone di chiedere al cardinale Glick di annullare la cerimonia di riconsacrazione della chiesa, ormai imminente. Il gruppo si reca perciò da Glick, il quale, prevedibilmente, rifiuta; Jay e Zittino Bob si vendicano rubandogli una delle sue mazze da golf.

In un bar nelle vicinanze, Bethany e il resto del gruppo vengono presi in ostaggio da Azrael e dai suoi tre demoni in rollerblade. Azrael rivela loro di essere la mente dietro il piano di Bartleby e Loki; il suo obiettivo è proprio quello di porre fine all’esistenza, il solo modo che ha per sfuggire alle pene dell’Inferno. Grazie all’intervento di Serendipity, il gruppo ribalta la situazione: Zittino Bob uccide Azrael con la mazza di Glick (che era stata benedetta dal cardinale perché gli fosse più facile vincere a golf), mentre Rufus, Serendipity e Jay eliminano i tre demoni in rollerblade affogandoli in un lavandino pieno d’acqua santa (in realtà, normalissima acqua benedetta da Bethany dietro suggerimento di Serendipity).

Il gruppo si reca alla chiesa, dove Bartleby e Loki hanno fatto una carneficina massacrando tutti i convenuti alla cerimonia. Bartleby, ormai completamente folle, uccide Loki, che è diventato umano per aver perduto le ali e ha cercato inutilmente di farlo rinsavire. Bethany, intanto, ha un’intuizione su dove si trova Dio: ricorda infatti di aver sentito parlare durante una Messa di un barbone che, a seguito di una brutale aggressione (da parte dei tre demoni in rollerblade), si trova in stato vegetativo in un ospedale che si trova proprio accanto alla chiesa. Bethany e Zittino Bob si precipitano all’ospedale mentre Rufus, Serendipity e Jay cercano di tenere impegnato Bartleby. Questi, però, diventa umano a causa di un errore di Jay, che gli taglia accidentalmente le ali; ora a Bartleby, per tornare in Paradiso, basta entrare nella chiesa e morire subito dopo (cosa che da angelo non poteva fare, essendo immortale). Bethany, intanto, toglie i supporti che mantengono il barbone in vita; l’intuizione si rivela giusta e Dio, finalmente liberato, ne lascia il corpo in un lampo di luce, ma Bethany rimane uccisa da un raggio luminoso che le trafigge il ventre.

Bartleby apre le porte della chiesa, ma dietro di esse compaiono Dio e il Metatron. Bartleby, alla vista di Dio, si pente all’istante di tutto quello che ha fatto e che stava per fare; il Creatore decide allora di perdonarlo e di riammetterlo in Paradiso e lo uccide facendogli udire la propria voce (il cui potere, come spiegato dal Metatron a Bethany nelle scene iniziali, non può essere sostenuto dagli esseri umani, anche se pare ci siano voluti ben cinque Adami prima che la cosa fosse chiara). Dio resuscita Bethany, curandola inoltre dalla sua sterilità e facendole il dono di una gravidanza. È il momento dei saluti; Bethany ne approfitta per fare a Dio la domanda per eccellenza, vale a dire “Perché siamo qui?”, ottenendo una risposta del tutto particolare. Dio, Metatron, Rufus e Serendipity tornano quindi in Paradiso, lasciando Bethany, Jay e Zittino Bob a riflettere sulla straordinaria avventura appena vissuta.

Divorata dall’incertezza

Lo sapevo che prima o poi sarei caduta.

Ostento una felicità strana per la situazione che sto vivendo.

Ogni euro che spendo mi torna quella dannata paura di non riscuotere il mio credito.

Perché io di quell’uomo non mi fido.

E non vorrei aver lavorato sette mesi per niente.

Essermi rosa il fegato per non avere niente in cambio.

E’ quello che mi spaventa.

E marzo è così lontano…

Alla mia battaglia non voglio rinunciare…

Anzi…

Però boh…

Oggi gira così storta…