Expo 2015 parte seconda

02498b8e66b8ec0fa5525de2bbd7366ec299f4bdAlla fine la Coca Cola all’uva non c’era.

Però ho provato quella al lime e al lampone.

5000 calorie a bicchiere…

Ma pazienza.

Anche la Fanta all’uva non era male…

Devo essere sincera…

E anche se la gita non è iniziata proprio al massimo, nel pomeriggio mi sono decisamente rifatta.

Ho anche conosciuto gente simpatica durante le code che abbiamo fatto.

Complice Daiana che per avere 23 mesi (oggi. Auguri Follettina mia!) è già una sagoma, nella coda per Israele abbiamo conosciuto una famiglia della provincia di Latina che si è intrattenuta con noi nell’attesa…

Peccato che nell’arco della nostra vita le probabilità di incontrarci di nuovo sono ridotte al lumicino, però li riincontrerei volentieri perchè hanno contribuito a rendere meno pesante la coda.

Tranne il caffé turco che abbiamo provato per non berlo mai più, il resto mi è piaciuto.

Il padiglione del Principato di Monaco é stato uno tra quelli che ho visto che mi è piaciuto di più.

Anche Israele con la sua irrigazione a goccia l’ho trovato costruttivo…

É stata una bella giornata conclusa con l’Albero della vita…

Una nuova emozione a conclusione del mio Expo…

Liebster Award

Liebster2Ringrazio tantissimo Bloody Ivy per aver taggata in questo premio.

Ecco le regole della nomination:
* inserire il logo del Premio
* ringraziare il blog che ti ha nominato
* rispondere a dieci domande
* nominare dieci bloggers e avvisarli
* scrivere dieci domande ai nuovi nominati

Domande:

  • Un regalo che vorresti ricevere per Natale dalla vita (che piovano borsette non è ammesso, intendo gioie, insegnamenti, cose più spirituali)

Dalla vita, a Natale, vorrei poter ricevere la serenità, la gioia di vivere, l’allegria che da quasi un anno mi mancano. Anche un nuovo lavoro se possibile… E vorrei che tutto coloro che mi stanno a cuore possano vivere sempre serenamente.-

  • Un regalo da un amico/parente che vorresti ricevere per Natale (piano materiale, quindi anche le borsette vanno bene).

Non ne ho la più pallida idea. Tutto quello che arriverà sarà ben accetto.

  • Qualcosa che non hai mai mangiato e vorresti provare.

Da mangiare non saprei… Ma da bene la Coca Cola all’uva. Non so perché ma mi ispira tantissimo.

  • Qualcosa che hai mangiato ma non lo farai mai più tanto faceva schifo.

Qualsiasi tipo di pesce. Non mi piace per niente.

  • Qualcosa che mangeresti anche un giorno sì e uno no vita natural durante.

Le patate al forno con la mozzarella… Buonissime!!!

  • Un bel sogno che ricordi, in poche parole.

Il bacio con l’uomo che amavo… Peccato fosse solo un sogno.

  • Un incubo che non hai scordato, in poche parole.

La morte con la falce che cercava l’uomo della quale ero innamorata! Un incubo che a distanza di tanti anni non ho ancora dimenticato e ancora mi mette paura.

  • Un sogno premonitore.

Tutte le volte in cui sogno di litigare con la mia amica. Il più delle volte poi succede davvero.

  • Un libro che hai regalato.

L’isola delle farfalle e Il giardino al chiaro di luna di Corina Bomann a mia mamma per Natale.

  • Un libro che vorresti ricevere in regalo.

Non saprei tutti quelli che volevo leggere già li ho letti…

E adesso chi nomino?

Dato che a me domande nuove non ne vengono tengo queste che hanno fatto a me…

Finalmente il weekend

24_zpsc39f3f6fMancano solo 6 ore di lavoro e poi darò il via ad un weekend stancante ma che mi piacerà tantissimo.

Finalmente si torna all’Expo.

E io sto aspettando questo momento con l’impazienza dei bambini.

Non so bene perché…

Ma tutta questa eccitazione, per tornare in mezzo al caos, mi fa quasi piacere.

Mi fa sentire che dentro di me qualcosa vive ancora.

Non sono solo un essere amorfo che fa le cose perché deve farle, per senso del dovere (come faccio ogni mattina andando a lavorare), ma un qualcosa che ha ancora delle emozioni.

Come ho una gran voglia di tirare fuori tutto quello che ho dentro cantando.

Non so bene che canzoni sceglierò domani sera, ma vorrei qualcosa di grintoso per tirare fuori tutta la rabbia repressa che ho dentro.

Quella che da mesi non sfogo.

Quella che per lo più delle volte riesco a controllare ma che prima o poi, se le cose per me non cambieranno, uscirà e non ce ne sarà per nessuno.

Perché è vero che “non tengo più neanche una pipì” ma gli insulti, solitamente, cerco di controllarli anche quando me ne passano una marea per la testa.

E se prima volevo lasciarmi ancora un mese e mezzo per vedere se la decisione che ho preso fosse giusta, adesso ne sono convinta al 100%.

La cosa più importante è che io ritrovi la mia serenità…

Cosa che adesso mi manca.

Sto bene quando sono a casa, con la testa impegnata…

Ma come torno là sembra che dentro di me torni a scatenarsi una tempesta senza fine.

E questo deve finire in fretta.

Quindi un grande in bocca al lupo a me…

Perché tutto torni come 8 mesi fa…

Buon martedi’ pomeriggio

IMG_1842La Folletta dorme (beata lei!), i miei sono a fare la spesa…

E io sono qui…

Davanti al pc…

E’ tanto che non scrivo un post come si deve.

Ma questi ultimi mesi sono stati davvero difficili sul piano psicologico.

Non che adesso le cose siano cambiate, ma avendo preso la mia decisione adesso sono più serena.

Sono stata mesi di fronte a quel dannato bivio senza sapere che strada prendere.

Poi parlandone con i miei siamo giunti ad una conclusione e solo un miracolo può farmi decidere di cambiare idea.

Nel frattempo ho cambiato linea adsl e adesso mi sembra di volare.

Una cosa impressionante rispetto alla linea precedente…

A volte rimango senza parole.

Oggi poi è arrivato il cordless nuovo ed è stato un altro motivo per essere contenti.

Perché è vero che la vita ti mette davanti a delle prove da superare…

Ma quando riesci a superare quel maledetto scoglio che ti trovi davanti poi il mondo ritorna pieno di colori, musica ed emozioni.

Poi domenica mi godo per l’ultima volta l’Expo (la coca cola all’uva mi è rimasta di traverso l’altra volta) e quindi sarà una domenica fuori porta in famiglia.

Un’altra giornata in cui godermi la Folletta che, dato che di mattina non dorme più, di pomeriggio ronfa sempre e io la vedo veramente poco.

E questo mi dispiace perché con lei mi diverto sempre un mondo…

E poi mi carica addosso tutto il suo affetto che mi fa sentire amata tantissimo…

Ho anche deciso, il giorno che riuscirò a trovare il colore della tinta che ho visto in tv e che mi piace tantissimo, di fare la cresta rossa…

Quindi già questo è un piccolo passo verso una rinascita interna…

E se riuscirò a ritrovare di nuovo la mia allegria allora il gioco sarà fatto…

Leafie – La storia di un amore

E dopo Ortone, Leafie…

Oggi vado di cartoni animati…

leafie-la-storia-di-un-amore1Leafie è una gallina che vive in una batteria, costretta a fare uova tutti i giorni della sua vita. Sognando la libertà, escogita un piano: fingendosi morta, viene raccolta dal fattore che la getta via assieme ad altre galline morte. Appena Leafie si riprende viene attaccata da One Eye, una donnola cieca da un occhio, ma salvata dal germano reale Wanderer.

Leafie sembra innamorarsi di Wanderer, ma scopre che questo ha già una compagna, un’anatra bianca. La gallina si stabilisce ai piedi di uno stagno, dove fa la conoscenza con una simpatica lontra chiamata Sindaco, che ama amministrare gli altri animali e trovare loro un alloggio.

Una notte, però, torna One Eye: la donnola attacca e uccide la compagna di Wanderer, e Leafie, spinta dall’istinto materno, inizia a covare l’uovo dell’anatra. Quando One Eye riesce a uccidere anche lo stesso Wanderer, Leafie è costretta a prendersi cura dell’anatroccolo che esce dall’uovo, che chiama Greenie.

I due si stabiliscono presso delle grandi paludi, e Leafie cresce Greenie con amore e sacrificio affrontando tutti i giorni i pregiudizi degli altri uccelli che non la sopportano per il suo modo di essere così spontanea. L’anatroccolo, crescendo, comincia a sentire l’impulso di volare e comincia a chiedersi perché sua madre non abbia ali adatte al volo, zampe palmate e penne adatte al nuoto.

Quando le prese in giro diventano insopportabili, Greenie fugge da Leafie per essere catturato dal fattore, che lo lega con l’intento di tagliargli le ali e mangiarlo: un intervento tempestivo di Leafie e di Sindaco salva Greenie, che si rende conto di quanto lo ami sua madre. Ma in quel momento sopraggiunge One Eye, che, dopo un lungo inseguimento i due sfuggono alla donnola, e per l’occasione Greenie impara a volare.

Di lì a poco, nello stagno, arriva un immenso stormo di anatre selvatiche: Sindaco racconta come Wanderer fosse una volta la loro anatra guardiana, ovvero il maschio incaricato di guidare lo stormo durante le migrazioni e di proteggerlo dai predatori. Tutto finì quando l’ala di Wanderer fu spezzata da One Eye, durante un combattimento che costò l’occhio alla donnola stessa.

Greenie sente l’irrefrenabile desiderio di diventare l’anatra guardiana dello stormo, proprio come il padre, e per farlo partecipa alla gara di volo con altre anatre maschi: dopo mille difficoltà Greenie riesce a vincere, e va acercare Leafie per salutarla.

La gallina, allontanatosi per cercare cibo, si imbatte in una tana dove trova quelli che sembrano essere dei cuccioli di donnola: spinta dall’istinto materno, li coccola e li scalda fino all’arrivo di One Eye, la madre dei piccoli. Essa tiene un’anatra fra le fauci, e Greenie vedendola si butta in picchiata per salvare la compagna di stormo: così facendo finisce a sua volta fra le fauci di One Eye.

La donnola, vedendo Leafie coi suoi piccoli, le urla di allontanarsi subito; Leafie, a sua volta, dopo aver capito di chi fossero i piccoli ne prende uno e minaccia la donnola di ucciderlo se non avesse lasciato andare Greenie. L’accordo permette a Greenie di riabbracciare Leafie, e i due si allontanano lasciando One Eye coi suoi piccoli, disperata dalla fame e dal fatto di non poter allattare senza prima mangiare.

Dopo un caloroso e struggente addio, Greenie parte lasciando Leafie da sola. A questo punto, sopraggiunge One Eye, tremante dal freddo e affamata. Leafie allora fa una cosa che la donnola mai si sarebbe aspettata: si offre in sacrificio alla sua nemica, per permetterle di allattare i suoi piccoli. Infine, la gallina e la donnola si sono capite e si sono immedesimate l’una nell’altra. Entrambe madri, entrambe amano i loro piccoli ed entrambe farebbero di tutto per proteggerli.

Leafie, avendo visto Greenie partire, adulto e indipendente, sente di non avere più uno scopo nella vita e preferisce aiutare One Eye, la sua peggiore nemica, a crescere i suoi piccoli. La donnola, stupefatta da tale gesto d’amore, è costretta a uccidere Leafie per sopravvivere, ma lo fa piangendo.

Ortone e il mondo dei Chi

Domenica mattina, sveglia dalle 6.50, malata…

Che faccio???

Cose impegnative non ho voglia di guardarle…

E allora ho rivisto questo cartone animato che mi era piaciuto molto…

locandinaOrtone è un elefante con una fervida immaginazione. Il 15 maggio, sente un grido d’aiuto proveniente da un granello e, per salvare la personcina che vi abita sopra, crea trambusto nella giungla di Nullo (tale è il nome della giungla) ma alla fine riesce a mettere il granello sopra un fiore. L’elefante scopre che il granello è abitato dai NonSoChi, e fa amicizia con il Sindachi della città di ChiNonSo, che ha 96 figlie e un maschietto, JoJo, che all’inizio non parla mai. Ortone viene scoperto a parlare col granello dalla Cangura, che si crede il capo della giungla di Nullo. Ella ordina a Ortone di sbarazzarsi del fiore, perché crede che se una cosa non si può vedere, udire o toccare non esiste. Ma Ortone non esegue. Ortone è sicuro che di avere sentito delle voci dal granello e provando ad urlare, la sua voce riesce a superare la barriera arrivando infine nella città dei non-so-chi passando per un tubo che si trova nell’ufficio del Sindachi. Mentre il sindachi dopo avere salutato le sue figlie, mentre si dirige in ufficio inizia a notare alcune anomalie intorno a se. Dopo alcune vicissitudini, Sindachi e Ortone si incontrano comunicando col tubo della grondaia utilizzando il grammofono. Ortone convince il Sindachi che lui e la sua gente abitano in un mondo delle dimensioni di un granello posato su un fiore. Il Sindachi nega tale cosa, ma Ortone gli mostra la verità, coprendo il granello facendo così arrivare la notte e poi di nuovo il giorno. Alla vista di questa verità il Sindachi rimane spiazzato per la scoperta.

«Non capisci? Siamo nel bel mezzo di una sorprendente convergenza cosmica. Due mondi assolutamente diversi, si sono incrociati per miracolo! Il mio è gigantesco! Il tuo è minuscolo, eppure in qualche modo siamo entrati in contatto! Se ci pensi è piuttosto incredibile. Va tutto bene laggiù?» Ortone

«Ah! Non saprei, dimmelo tu. Sei tu a tenere il granello.» Sindachi.

Dopo aver saputo dalla Professoressa Losà che se il granello avesse continuato a spostarsi la sua città avrebbe potuto essere distrutta, chiede infine aiuto ad Ortone a trovare un posto sicuro dove posizionare il granello. Ortone comprendendo la grande responsabilità che migliaia di vite dipendono da lui, decide di mettere il granello sul monte Nullo, unico posto assolutamente sicuro per i Non-so-chi e si avvia verso il luogo prestabilito. Intanto la Cangura ha scoperto che Ortone non ha eseguito il suo ordine di sbarazzarsi del granello e manda l’avvoltoio Vlad a distruggere il fiore. Vlad riesce a rubare il fiore e lo fa cadere in un campo di fiori uguali a quello di Ortone, ma l’elefante riesce dopo molto tempo a ritrovarlo. Felice, riprende la strada per il monte Nullo.

La Cangura viene avvertita da uno strano uccello che Ortone ha ancora il fiore. Arrabbiatissima, chiama tutti i suoi seguaci per catturare Ortone e distruggere il fiore col granello. Il nostro elefante viene catturato dai fratelli macachi e la Cangura gli requisisce il fiore per buttarlo in una pentola d’olio bollente. Ortone dice ai NonSoChi di fare più rumore possibile cosicché la Cangura e i suoi seguaci possano sentirli e convincersi che Ortone non è pazzo e che sta dicendo la verità.

JoJo, l’unico figlio maschio del Sindachi che non parla mai, ha un laboratorio segreto nel vecchio osservatorio della città e accende tutte le cose che fanno rumore. Siccome non basta, alla fine grida anche lui. Adesso tutti i NonSoChi stanno facendo rumore. Il grido di tutti i Non-so-chi riesce a rompere la barriera del cielo facendosi sentire da tutti gli animali. La Cangura, prima che JoJo urlasse, aveva buttato il fiore nell’olio bollente, ma fortunatamente Rudy, il figlio della Cangura che stava sempre nel marsupio di sua madre, sente i NonSoChi e riesce a prendere il fiore prima che cada nell’olio; di seguito va a restituirlo ad Ortone, nonostante le proteste della madre. Tutti capiscono che Ortone ha ragione, e fanno pace con lui, persino la Cangura. Jojo, il Sindachi è tutti i Non-so-chi sono rattristati domandando ad Ortone come faranno ora senza di lui, ma Ortone li rassicura che non andrà da nessuna parte e che sarà sempre lì vicino a loro.

Tutti si mettono a cantare (anche i NonSoChi, compreso JoJo) e il film finisce mostrando tutti gli animali della giungla di Nullo dirigersi verso l’omonimo monte, per poi mostrare che la Giungla di Nullo non è altro che un granello fluttuante per l’universo assieme a molti altri.