Pensavo peggio

pomeriggio

Ieri ho ripreso a lavorare e tutto sommato le mie paure si sono rivelate inutili.

Almeno per il momento.

Per assurdo oggi ho anche quasi finito il pane…

Cosa successa veramente di rado negli ultimi sei mesi…

Succedeva ogni tanto quando c’era ancora Pietro…

Ma da quando lui non c’è più è successo forse una volta, massimo due di rimanere senza pane.

E per me che lo cerco come obiettivo della giornata, vuol dire un fallimento dietro l’altro.

Anche se non è colpa mia se i clienti vanno da altre parti o comprano poco pane.

E’ un lavoro un po’ così il mio, oggi vengono da me, domani vanno da un altro e tu non sai mai come regolarti.

Eppure, nonostante tutto, a me questo lavoro piace.

Sono quattro anni che sono dietro quel banco e con qualche cliente ho fatto amicizia…

Vengono, mi raccontano le loro cose e se ne vanno, non so se più sollevati o no, e io sto ad ascoltarli…

Certo, se sono tranquilla li ascolto più volentieri, se sono già nervosa non vedo l’ora se ne vadano.

Ma io questo rapporto che si crea con qualcuno non lo cambierei per niente al mondo.

Perché in fondo anche io sono una persona e non un numero.

E quindi, con quelli che mi danno rispetto, posso intrattenere conversazioni serie, divertenti…

Passa il tempo a me e anche a loro.

E così tiro l’ora di andare a casa senza accorgermene e la mia permanenza lì diventa meno pesante.

2 pensieri riguardo “Pensavo peggio

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