Dalida: da una riva all’altra – David Lelait-Helo

Immagine1Natale 1954: la giovane Iolanda Gigliotti, di origini calabresi, lascia Il Cairo per cercare fortuna a Parigi, armata del prestigioso titolo di Miss Egitto e della forza dei suoi sogni. Diventerà Dalida. Cantante di brani latini, interprete drammatica al servizio di Brel, Ferré e Trenet, conturbante regina delle discoteche, Dalida canta in dieci lingue diverse e in tre decenni trionfa in tutto il mondo, dall’Europa al Canada, dal Medio Oriente al Giappone. Nel 1961 sposa Lucien Morisse, direttore di Radio Europe 1, ma pochi mesi dopo incontra Jean Sobieski, giovane pittore di cui si innamora e con il quale convive per qualche tempo. Nel 1966 si lega a Luigi Tenco, con cui partecipa al festival di Sanremo con la canzone “Ciao amore, ciao”. È proprio lei a scoprirne il cadavere all’Hotel Savoy, il 27 gennaio 1967. Ne seguono il suo primo tentativo di suicidio e un percorso di ricerca interiore in Nepal. Regina del palcoscenico, dalla carriera costellata di successi e grandi passioni, al calar del sipario deve fare i conti con lutti e dolori e con un insopportabile senso di solitudine. La biografia di riferimento di una donna bellissima e idolatrata, ma dalla personalità problematica e sofferente. Nel 1987 si toglie la vita nella sua casa di Montmartre. Accanto al corpo viene trovato un biglietto: “Pardonnez-moi, la vie m’est insupportable”.

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