Expo 2015

02498b8e66b8ec0fa5525de2bbd7366ec299f4bdVenerdì, con Daiana, mia sorella e mio cognato, sono stata all’Expo.

Una giornata bella anche se veramente stancante.

Con il risultato di aver visto gran poco data la vastità del posto.

Dei padiglioni che ho visto mi è piaciuto molto quello della Francia, quello della Malesia, la webcam posizionata in un alveare nel Regno Unito che trasmetteva immagini in diretta al suo stand, i video riguardanti il cibo nel padiglione degli Stati Uniti d’America.

Ma la parte più bella in assoluto, che è valsa tutta la fatica del girare tutto l’Expo, è stato lo spettacolo serale dell’Albero della Vita.

Commuovente, suggestivo.

Musica e colori che raccontano la storia di questo albero…

In tanti me ne avevano parlato veramente bene…

E ho potuto constatare con i miei occhi che questo spettacolo è veramente qualcosa di straordinario.

So che torneremo a fare un giro per vedere gli altri padiglioni interessanti che ci sono mancati (quello dell’Italia in primis dato che siamo arrivati che oramai era chiuso), e so che lo spettacolo a cui ho assistito sarà un’altra delle cose che mi piacerà rivedere.

Posto un video (che non ho fatto io. Il mio è ancora da montare per intero) per chi non andrà a vederlo dal vivo o per chi volesse rivederlo…

Ultimo giorno di vacanza :-(

buona-domenica-immagini

Sono arrivata all’ultimo giorno delle mie tanto sospirate e amate ferie.

Come al solito sono volate via in fretta…

Non le ho quasi viste.

Domani si riparte e non so bene cosa aspettarmi.

Ho un terrore assurdo che non venga nessuno.

Che i clienti, adesso che hanno provato da un’altra parte, non vengano più da noi a prendere il pane.

Li capirei…

Però, questo, significherebbe veder fallire tutti gli sforzi fatti dai proprietari precedenti di portare avanti nel migliore dei modi questo posto.

Vedremo come andrà…

Ma mai come quest’anno navigo in un mare di incertezza…

Cronache del mondo emerso: Nihal della terra del vento – Licia Troisi

Un libro che mi ha appassionato da subito.

Elfi, mezz’elfi, folletti, draghi…

Tutte specie che attirano la mia attenzione…

E anche questo libro ne è la prova!

Cronache-2_Nihal

Fin da piccola Nihal si dimostra una ragazzina diversa dalle altre. Ha i capelli blu, gli occhi viola, le orecchie a punta e adora giocare alla guerra insieme ai suoi compagni maschi. Suo padre, abile fabbro di nome Livon, le insegna a maneggiare le armi, coltivando così questa sua predisposizione, e Nihal diventa ben presto la più abile tra i ragazzini della sua città. Proprio grazie alla sua fama, incontra Sennar, un giovane apprendista mago che la sconfigge in duello grazie ad un trucchetto magico. Tuttavia il tempo dei giochi passa presto, perché Salazar, la città-torre in cui vive, viene attaccata dalle truppe del Tiranno, che la bruciano e la radono al suolo. Durante l’attacco suo padre Livon viene ucciso dai Fammin e Nihal riesce a salvarsi fortunosamente. Viene ritrovata da Sennar, che la porta alla casa di sua zia Soana, la maga che aveva deciso di accettarla come apprendista. È lei a svelarle la verità sul suo passato: Nihal è in realtà l’ultima dei Mezzelfi, il popolo sterminato dall’esercito del Tiranno. Soana l’aveva trovata tra le macerie di Seferdi, la capitale della Terra dei Giorni, e l’aveva poi affidata a suo fratello Livon, quando ancora era in fasce.

Accecata dal desiderio di vendetta, Nihal inizia il suo addestramento nell’arte magica, anche se con scarsi risultati. Con Sennar e Soana viaggia fin nella Terra del Mare, e conosciuto il cavaliere di Drago Fen, di cui si innamora, anche se lui è il compagno di Soana, decide di diventare Cavaliere di Drago.

Accompagnata da Fen e da Sennar a Makrat, capitale della Terra del Sole e sede dell’Accademia dei Cavalieri, Nihal incontra il Supremo Generale Raven, il quale si rifiuta di accettarla come recluta in quanto donna e mezzelfo. Nihal non si arrende e insiste affinché Raven decida di metterla alla prova, e infine il Supremo Generale l’accontenta: che dimostri la sua bravura sconfiggendo 10 dei migliori guerrieri dell’Accademia. Nihal supera la prova e diviene una recluta.

Nel frattempo Sennar è entrato a far parte del Consiglio dei Maghi. Nonostante la diffidenza dei vecchi Consiglieri per la sua giovane età, il ragazzo si dimostra in grado di ricoprire quel ruolo e prende il posto di Soana, impegnata in un viaggio alla ricerca della sua vecchia insegnante, diventando Consigliere della Terra del Vento.

In Accademia Nihal passa un brutto periodo, sempre sola e discriminata perché l’unica donna, e si concentra unicamente sul suo addestramento. Qui conosce però Laio, un giovane ragazzo figlio di un Cavaliere, ma poco portato per la guerra. Sostenendosi a vicenda, i due riescono a raggiungere la prova finale: una vera battaglia. Nihal si comporta bene e supera la prova, mentre Laio non riesce neanche a combattere e si salva a stento. Nihal viene però a sapere che nella battaglia il cavaliere Fen ha perso la vita, e ne rimane scioccata e abbandona l’Accademia per un breve periodo e per questo il supremo generale vuole cacciarla via ma Sennar riesce a convincerlo a lasciarla in Accademia.

Il Supremo Generale decide in seguito di mandarla dallo gnomo Ido, cavaliere di drago, che sarà il suo futuro maestro, affinché completi l’addestramento. Con lo gnomo conosce davvero che cosa sia e che cosa comporti la guerra. Le insegna che non si combatte solo per se stessi e per vendetta, ma la ragazza continua a gettarsi in battaglia accecata dall’ira. Ido decide che la ragazza non è ancora pronta e la manda in licenza.

Per tre mesi Nihal resta lontano dalla battaglia, andando a vivere come le persone normali in un villaggio. Viene accolta da Eleusi, una guaritrice, e suo figlio Jona. La ragazza instaura un bellissimo rapporto con entrambi, ma alla fine si rende conto che quella non è la sua vita, e ritorna all’accampamento nella Terra del Sole, da Ido.

4 anni ma…

…sono rimasta solo io a “festeggiarli”.

Ti ricordi, Pietro…

Quattro anni fa varcavo per la prima volta la porta del tuo negozio, pronta a lavorare per te…

Lo ammetto, di primo acchito, non mi avevi fatto una grande impressione.

Quell’insistenza, dopo il colloquio, per avere subito i miei documenti…

Ma poi piano piano ho imparato a conoscerti.

E a scoprire quanto tu fossi un uomo buono e generoso.

Qualche giorno fa ho ritrovato, sistemando la posta elettronica, le tue email, quelle di prima di Natale, quando decidevamo cosa regalarci…

E’ stato un colpo al cuore, sapendo bene che quest’anno non arriveranno più.

Gli ultimi regali che ti ho fatto li ho portati a casa.

Un ricordo di te lo volevo tenere.

Da quando te ne sei andato tante cose sono cambiate e spero si sistemino presto.

Ma soprattutto non ho più il tuo sorriso e le tue risate a rendere meno difficile il lavoro.

E quelle, sono le cose che mi mancano di più.

Buona permanenza nell’altro mondo Pietro!

Divertiti ora…

E se ti avanza tempo, guarda giù e stacci vicini… Grazie!

L’erede della luce (I rami del tempo parte II) – Luca Rossi

Secondo capitolo della serie I rami del tempo…

81rXZZsitCL._SL1500_Dopo essere tornata indietro nel tempo per salvare l’isola di Turios e ricucire il tessuto temporale, Lil, in fin di vita, viene curata nell’antico villaggio dei suoi avi, la cui ribellione scatena la pesante rappresaglia dell’esercito reale. Rimasta sola e separata dalla sacerdotessa Miril, sua guida e compagna, si trova di fronte a una scelta impossibile: rinunciare alla propria vita e a quella di tutti gli abitanti del suo mondo salvando i rivoltosi o assistere impassibile al loro sterminio.

Intanto Miril è tenuta prigioniera nel Palazzo Reale dei nemici, dove tutti i suoi poteri sono inefficaci contro una magia ben più antica e potente della sua, e dove, per riguadagnarsi la libertà, dovrà superare una serie di prove mortali nelle quali il pericolo maggiore è rappresentato da se stessa.

Nel futuro, la bellissima regicida Milia attende mestamente la sua esecuzione nel regno stravolto dai cambiamenti della regina Aleia, capace in poco tempo di ridare lustro e importanza al trono e conquistare il popolo. La nuova Isk, però, è minacciata dagli sconvolgimenti messi in moto dal mago Aldin, tanto da costringere la sovrana a guidare una pericolosa spedizione nel passato.

Le modifiche temporali scatenano tuttavia degli effetti sempre diversi, portando Lil a spingersi ben oltre il limite nell’utilizzo dei suoi poteri magici, al punto da abusarne e attirare persino l’attenzione di chi detiene il potere assoluto sull’evoluzione dei pianeti. Nel nucleo centrale del governo della Federazione dei Mondi, il Presidente Molov non perde tempo a decretare la più grave delle punizioni per chi si è reso colpevole dell’uso di un potere che si credeva scomparso da millenni.

Ciao amore. Tenco e Dalida, la notte di Sanremo – Philippe Brunel

Dopo aver letto questo libro i sospetti che avevo sono aumentati…

2855498-9788817055185La notte del 27 gennaio 1967, Luigi Tenco fu ritrovato senza vita nella sua camera nella dépendance dell’Hotel Savoy a Sanremo. Un suicidio, apparentemente. Solo poche ore prima aveva presentato, in coppia con la cantante francese Dalida, Ciao amore, ciao al Festival della canzone ed era stato eliminato. L’improvvisa scomparsa di Tenco sconvolse l’opinione pubblica, lasciando un segno profondo nella memoria collettiva italiana. Eppure l’inchiesta venne chiusa in tutta fretta. Nelle luci sfavillanti del Casinò di Sanremo, dove all’epoca si svolgeva il Festival, nella celebrazione festosa della musica leggera, e dell’immenso business che essa portava con sé, quella scena di sangue, infatti, proprio non ci sarebbe voluta. A quarant’anni di distanza un giornalista francese, voce narrante di questo emozionante libro d’inchiesta, viene invitato a scrivere un reportage sul caso di Tenco e Dalida, anche lei suicida nel 1987. Superando presto l’iniziale disinteresse per avvenimenti così lontani, viene catturato dagli innumerevoli aspetti misteriosi. E così che si butta a raccogliere tutti i documenti e a cercare i testimoni ancora viventi. Ma, a ogni passo della sua indagine, vengono alla luce ulteriori buchi e contraddizioni nella versione ufficiale dei fatti. In “Ciao amore” Philippe Brunel scandaglia la vicenda tragica di Tenco che, con il passare del tempo, sembrava archiviata con una soluzione affrettata e di comodo.

Dalida: da una riva all’altra – David Lelait-Helo

Immagine1Natale 1954: la giovane Iolanda Gigliotti, di origini calabresi, lascia Il Cairo per cercare fortuna a Parigi, armata del prestigioso titolo di Miss Egitto e della forza dei suoi sogni. Diventerà Dalida. Cantante di brani latini, interprete drammatica al servizio di Brel, Ferré e Trenet, conturbante regina delle discoteche, Dalida canta in dieci lingue diverse e in tre decenni trionfa in tutto il mondo, dall’Europa al Canada, dal Medio Oriente al Giappone. Nel 1961 sposa Lucien Morisse, direttore di Radio Europe 1, ma pochi mesi dopo incontra Jean Sobieski, giovane pittore di cui si innamora e con il quale convive per qualche tempo. Nel 1966 si lega a Luigi Tenco, con cui partecipa al festival di Sanremo con la canzone “Ciao amore, ciao”. È proprio lei a scoprirne il cadavere all’Hotel Savoy, il 27 gennaio 1967. Ne seguono il suo primo tentativo di suicidio e un percorso di ricerca interiore in Nepal. Regina del palcoscenico, dalla carriera costellata di successi e grandi passioni, al calar del sipario deve fare i conti con lutti e dolori e con un insopportabile senso di solitudine. La biografia di riferimento di una donna bellissima e idolatrata, ma dalla personalità problematica e sofferente. Nel 1987 si toglie la vita nella sua casa di Montmartre. Accanto al corpo viene trovato un biglietto: “Pardonnez-moi, la vie m’est insupportable”.

Une vie brulee – Bernard Pascuito

Una vita decisamente difficile quella di Dalida.

Con questo libro, scritto tutto in francese (il primo della mia vita che leggo in lingua originale), si ripercorre la vita, le gioie e i dolori di questa straordinaria Artista.

Partita da un quartiere de Il Cairo, dove è nata, arrivata a Parigi e diventata una star francese amata in tutto il mondo…

Trama

Le 3 mai 1987, Yolanda Gigliotti, plus connue sous le nom de Dalida, quittait la vie, loin de la scène et des projecteurs, fatiguée de jouer la comédie du bonheur. Rien que des larmes, encore des larmes, toujours des larmes… Et le souvenir, à jamais, d’une star de lumière hantée par l’obscurité. C’est un destin hors norme que retrace Bernard Pascuito. Une vie de gloire et de drames, restituée grâce aux témoignages inédits d’Arnaud Desjardins, son amour secret, qui lui fit découvrir la philosophie de l’Inde, de Jack-Henry Soumère et de Jean-Luc Lahaye, qu’elle connut et hébergea lorsqu’il venait d’avoir dix-huit ans…

DALIDA-une-vie-brulee

L’ultimo giorno di Luigi Tenco – Ferdinando Molteni

E’ stato archiviato come suicidio, ma la morte di Tenco, a leggere questo libro, si infittisce di molti misteri…

E io, che lo leggo a distanza di anni da quel tragico evento (nel 1967 neanche c’ero), alla fine della lettura mi sono fatta un’idea…

Un sospetto che non avrà mai prova, essendo che delle persone coinvolte non c’è quasi più nessuno…

64134a-XBG3KAUHIl viaggio verso Sanremo, le prove, l’attesa, l’esibizione al Festival, la delusione. E poi quella mezz’ora fatale, quando Tenco morì. Cosa accadde veramente? Chi era con lui? In questo libro, per la prima volta, si fa luce sulle contraddizioni e i drammi dei protagonisti di quelle ore: Dalida, Lucien Morisse, il commissario Molinari. Tutti legati a Tenco da un paradossale e tragico destino.

Nelle prime ore del 27 gennaio 1967 Luigi Tenco viene trovato senza vita nella stanza 219 dell’Hotel Savoy di Sanremo. Si parla di suicidio ma subito c’è chi non crede a questa ipotesi.
Questo libro racconta con molte novità quella misteriosa storia, ricostruisce quel tragico giorno e più precisamente la settimana che va da domenica 22 gennaio, giorno dell’arrivo di Luigi a casa, a Recco, fino a sabato 28, giorno del suo funerale e della finalissima di Sanremo; con materiali d’archivio e inediti, con nuove interviste a chi allora c’era, comprese alcune mai realizzate prima, dimostrando che nessuno esplose colpi di pistola in quella stanza. Tenco possedeva non una, ma due armi da fuoco, eppure morì a causa di una pistola mai ritrovata.
Il libro ricostruisce nel dettaglio quel Festival, anche attraverso il racconto di alcuni dei protagonisti. Non solo. Grazie a un memoriale dell’allora ispettore di polizia Arrigo Molinari, responsabile delle maldestre indagini, si può finalmente creare una connessione tra la morte dell’artista e l’ambiente della malavita marsigliese.